Gipi Visconti
Consigli·30 giugno 2026

Come sono fatti i libri di Piccoli Grandi Eroi (e perché ogni scelta grafica ha un motivo)

Un bambino, che sta imparando a leggere, non ha bisogno di un libro più difficile degli altri per sentirsi sfidato. Ha bisogno di un libro che non lo faccia sentire in difetto fin dalla prima pagina.

Un bambino, che sta imparando a leggere, non ha bisogno di un libro più difficile degli altri per sentirsi sfidato. Ha bisogno di un libro che non lo faccia sentire in difetto fin dalla prima pagina.

Ogni volume della collana Piccoli Grandi Eroi nasce da questa idea, e si vede nelle scelte concrete che lo compongono: il carattere tipografico, la dimensione delle lettere, il modo in cui il testo e le illustrazioni si trovano sulla pagina.

Il font scelto per la collana è pensato per favorire la lettura autonoma nei primi anni di scolarizzazione. Le lettere sono grandi, nere su sfondo bianco, senza decorazioni che possano rallentare l'occhio di chi ancora impara a distinguere una "b" da una "d" o una "p" da una "q". Non è una questione estetica: è una questione di accessibilità concreta.

E poi ci sono le illustrazioni. In molti albi illustrati il testo e le figure si intrecciano, si sovrappongono, si inseguono sulla pagina. In Piccoli Grandi Eroi stanno separate: le illustrazioni sono sempre a lato del testo, mai dentro. Questo non significa che abbiano un ruolo minore. Al contrario, servono a sostenere l'immaginazione del lettore senza interferire con la concentrazione che la lettura richiede. Chi legge può guardare l'immagine quando sente che ne ha bisogno, non perché la pagina glielo imponga.

I testi sono scritti con frasi brevi e strutture sintattiche semplici, ma senza rinunciare alla complessità delle storie raccontate. Perché una storia può essere grande anche se le parole con cui è scritta sono accessibili a un bambino di sei anni.

Ogni libro è disponibile in tre lingue: italiano, spagnolo e inglese. Questo significa che lo stesso volume può accompagnare un bambino che legge in più di una lingua, in una famiglia bilingue, in una classe multiculturale, o semplicemente nella curiosità di sentire come suona la stessa storia in un'altra lingua.

Le scelte che stanno dietro a questi libri non sono ornamentali. Sono il modo in cui un libro decide a chi appartiene.

Gipi Visconti

Creo libri illustrati per bambini che iniziano a leggere

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